Sopracciglio, altro sopracciglio, uno accanto all’altro, di seguito a formare uno spartito. LA SOL DO MI LA. Sotto, gli occhi, note molto basse. Ho messo in fila tutti gli occhi che ho di te impressi nella mente. Quelli che sorridono di testa e quelli che sorridono diquanto ti amo, quelli che piangono di troppo poco e quelli che piangono di ancora. Chissà che suono farebbero. Abbassa tutte le corde e suonami quella canzone che mi piace tanto, quella che dice sono innamorato del mondo attraverso gli occhi di una ragazza che è ancora lì la mattina dopo. Suonamela così posso pensare che quella ragazza sono io. Che fra le mie mani c’è uno specchio, te l’ho messo davanti e ti ho mostrato tutte le cose belle riflesse. Quanto sei bello tu, e il mondo dietro di te. Poi lo specchio lo togliamo. Guardami negli occhi, e che bello il mondo dietro di me. Non ci stiamo inventando niente. Basta un gioco di specchi, soffiare un po’ via la polvere. Ma è tutto vero, per davvero. Suoniamo i nostri occhi in fila, le lacrime e i sorrisi. Domattina sarò ancora lì.
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